Face Booth

PROGETTO REALIZZATO GRAZIE A CONTRIBUTI UE PER
MuSe – Museo della Scienza

 

Concept

Face Booth è un software che scambia il volto degli utenti con una maschera attraverso la tecnologia del face morphing. Gli utenti possono scattarsi una foto e inviare il risultato via email. L’indirizzo è poi salvato e può essere utilizzato per fini di marketing.

Validazione del progetto

Il progetto, nato all’interno del bando MUSEM-FI per il Trentino, nasce dalla richiesta di realizzare un prodotto tecnologico orientato ai musei. Siamo stati invitati ad una giornata con 20 musei trentini ai quali abbiamo presentato il nostro progetto. Più del 50% dei musei ha dichiarato di essere interessato al concept!

Tra le strutture che hanno dichiarato interesse abbiamo scelto di collaborare con MuSe, il museo della scienza di Trento, un punto di riferimento nella TOP10 dei musei più visitati in Italia con di 1.2 milioni di visitatori nel 2015.

Il prodotto

Face Booth è un software che permette di scambiare il volto di un visitatore con una maschera virtuale. Per MuSe abbiamo applicato una maschera di un uomo di Neanderthal, che riprende una ricostruzione di un vero volto dell’epoca. Il morphing permette ai visitatori di far parte, anche fisicamente, della mostra.

Per la realizzazione abbiamo passato la prima parte del progetto ricercando le tecnologie di face morphing utilizzate da MSQRD e Snapchat, per capire quale fosse il modo migliore di realizzare il prodotto.

Ci siamo affiancati allo staff di MuSe per il punto di vista scientifico, ma anche per riuscire ad integrare al meglio l’installazione con la mostra nella quale si trova.

Il contatto con gli utenti

La nostra prima ipotesi è che i visitatori avrebbero condiviso le foto sui social, ma dopo un breve periodo di prova ci siamo accorti che non era così. Nonostante il grande numero di foto scattate dal totem non abbiamo trovato traccia di Face Booth sui social. Per capire cosa stava succedendo abbiamo intervistato i visitatori e abbiamo scoperto che le foto erano condivise principalmente via Whatsapp e mail. Un ottimo ritorno in termini di comunicazione per il museo, ma impossibile da misurare.

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Alla luce delle scoperte abbiamo deciso di modificare il prodotto per raccogliere le email a scopi commerciali, in modo da costruire un collegamento tra il MuSe e i suoi visitatori. Attualmente Face Booth raccoglie più di 100 email al giorno. All’utente viene richiesto di inserire la propria mail per ricevere l’immagine ad alta risoluzione, e al contempo di essere aggiunto alla newsletter del museo.

La raccolta delle email si è rivelata una scelta vincente, in quanto permette all’utente di avere l’immagine in alta risoluzione al museo di avere un lead di valore.

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Risultati

Gli utenti hanno reagito in maniera entusiastica alla tecnologia del face morphing, divertendosi a scattare foto in posizioni buffe. Permette di congelare un momento della visita al museo e gli utenti possono portarla a casa come ricordo. Questo crea un collegamento duraturo con il museo visitato, rinforzato dall’invio di newsletter.

60mila+ foto scattate
6000+ email raccolte

I numeri di foto scattate e di email raccolte sono stati una conferma del percorso di validazione svolto con MuSe e delle interviste utente che abbiamo realizzato.

Sviluppi futuri

L’applicazione è stata sviluppata per essere duttile. È possibile infatti modificare il software in base alle esigenze, personalizzarne l’interfaccia, aggiungere nuove maschere 2D o crearne di 3D. Insomma, Face Booth può essere adattato all’utilizzo in molte situazioni diverse tra loro!

 

Settori

  • Totem
  • UI/UX Design

Tecnologie utilizzate

  • C++
  • Openframeworks
  • ofxFaceTracker